Condizione della Donna nella Storia: società neolitica

Ci troviamo nell’Europa Proto-storica e vige il Matriarcato.

A quel tempo, al vertice della società non c’era ancora un Re con a fianco una Regina, ma una Regina con a fianco il suo Paredro. (Principe Consorte, diremmo oggi)
Non c’erano Dei, ma solo una Dea: la Grande-Dea, immortale ed onnipotente, il cui simbolo era la Luna, l’astro misterioso, fonte di superstizione paure ed apportatrice di piogge benefiche.

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La Matriarca, custode del Mistero della Maternità, era riverita e rispettata da tutti e da tutti era temuta. Soprattutto dagli uomini, i cui compiti erano quelli di custodire gli armenti, cacciare e difendere la tribù da attacchi nemici.
Alla donna spettava invece il compito di allevare la prole, occuparsi della casa e lavorare nei campi; condizioni di vita dure, dunque, ma non di dipendenza dal maschio.
Perfino l’elezione di un capo avveniva per discrezione della Matriarca, che era anche la custode del Fuoco-Sacro, mantenuto vivo sotto la cenere, all’interno di una grotta.
La Matriarca si sceglieva ogni anno un principe-consorte, ossia un Re, da sacrificare alla fine dell’anno, affinché il suo sangue apportasse fecondità ai campi; lo uccideva, dopo essersi accoppiata con lui, così come, in natura, l’Ape-Regina uccide il maschio.
Bisognerà attendere il XVII secolo a.C. e le invasioni Elleniche ed Achee e successivamente quelle in Tessaglia, Peloponneso e Grecia centrale, per assistere al cedimento del matriarcato in favore di un progressivo patriarcato.

La cruenta fine del Sostituto

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ANTICA GRECIA – La cruenta fine del SOSTITUTO

Il termine sostituto indica oggi semplicemente una persona che svolge mansioni al posto di un’altra.

Nelle antiche culture, però, all’epoca del Matriarcato, il Sostituto era una figura assai tragica ed infelice.

Era al centro di una consuetudine davvero cruenta: così in Egitto come in Mesopotamia o Hattusa… Roma si salvò solo perché la sua storia è più recente.

Il Grecia il Sostituto si chiamava Interrex ed era quasi sempre un ragazzo sui dieci anni, perché tanti erano gli anni di regno del Paredro.

Oggi diremmo: Principe Consorte.

Secondo i costumi dell’epoca la Regina si sceglieva, tra i giovani più forti e gagliardi, un Re-Sacro, il Paredro, per l’appunto, per procreare e regnare con lui fino a che questi avesse conservato forze e vigore. Dopo egli veniva ucciso e il suo sangue sparso sui campi per renderli fecondi.

Dieci anni. Tale era il tempo concesso ad un Paredro.

Questo fino a quando non arrivò qualcuno che si rifiutò di sottostare al sacrificio e pretese una vittima in sua “sostituzione”.

Quel qualcuno si chiamava Enapione e pare fosse uno dei nipoti del famoso Minosse.

Egli si rifiutò di morire, nonostante che il nuovo pretendente della Regina avesse, secondo le Leggi, superato le prove a cui era stato sottoposto e lo avesse vinto in regolare combattimento. (lotta libera, presumibilmente).

Enapione si nascose in una cripta facendosi credere morto, ma “resuscitò” opportunamente (con l’aiuto di sostenitori) e in sua vece pretese il sacrificio di un fanciullo: l’ Interrex , ossia il Sostituto.

I Sostituti erano sempre fanciulli sui dieci anni, schiavi, prigionieri o ragazzi dotati e, non raramente, erano addirittura i figli dello stesso Re-Sacro in carica.

Questo potrebbe dar luce a qualche mito o casi di parricidio da parte di principi-eroi, che ci appaiono incomprensibile, ma di cui la storia della Grecia Arcaica e perfino Minoica e Micenea, abbonda.

L’Interrex veniva insediato sul trono con una cerimonia assai festosa. Regnava per un giorno, durante il quale gli era permessa ogni cosa, poi veniva drogato e ucciso.

Il Paredro tornava sul trono al fianco della Regina (il cui potere, però, cominciava a mostrare primi segni di debolezza)… fino a quando un nuovo pretendente, più forte e vigoroso, non fosse riuscito a toglierlo di mezzo.

Non si sa per quanto tempo tale cruente costume abbia continuato a mietere fanciulli. Ad un certo momento della storia, però, il sacrificio dei fanciulli verrà sostituito da quello di un animale: capro o toro.

O, come accadde in Egitto, da una cerimonia detta Zed o Giubileo: un rituale magico attraverso cui il Sovrano ritrovava energia e vigore.

A proposito di Giubileo, la regina Elisabetta II d’Inghilterra ha celebrato da poco il suo e il Papa si appresta a celebrare il proprio.

Pratiche moderne, dunque, che affondano le radici in pratiche antiche.

ANTICA GRECIA – Il Paredro della Regina… ossia il Principe Consorte

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Il Paredro della Regina… ossia il Principe Consorte.

L’epoca era quella matriarcale e il potere era nelle mani della Ninfa-tribale o, come si dirà più tardi, Regina. La successione al trono avveniva, dunque, per via femminile e matrilineare e il trono apparteneva alla figlia della Regina-Madre.
Per giungerere ad occupare quel trono le vie erano due: diritto di successione della più giovane delle figlie della Regina oppure disputa di una gara di corsa fra le ragazze più giovani e nobili.
Non esisteva un vero Re, poiché la Regina non aveva un vero sposo, ma solo amanti che si sceglieva fra le più bella e forte gioventù. Questi diventava Re-Sacro o Paredro, in quanto “marito” della Regina ma era destinato ad una morte rituale dopo un periodo di regno di 13 mesi, affinché il suo sangue fecondasse la terra.
Il sacrificio annuale del Re-Sacro si consumava nel giorno che seguiva il giorno più corto dell’anno terrestre (e non dell’anno lunare) e le modalità erano varie nelle diverse località. In Tracia, ad esempio, veniva fatto a pezzi da donne invasate e drogate; a Corinto era fatto sbalzare dal suo cocchio, preventivamente sabotato e moriva schiacciato dalle ruote e dagli zoccoli dei cavalli; in Tessaglia, invece, era fatto precipitare giù da una rupe. E ancora: gli si scagliava contro, all’altezza del tallone, una freccia avvelenata oppure lo si finiva a colpi di ascia.
Con le invasioni elleniche, qualcosa cominciò a cambiare nella società matriarcale locale, ma, con quelle, spietate e dure, che le seguirono, doriche ed achee, i costumi locali mutarono e si indebolirono radicalmente.
Dori ed Achei, pastori-guerrieri, giunti con Divinità maschili come Mitra e Varuna, vi trovarono Divinità femminili come Era ed Atena. Vi trovarono anche Regine, a capo della società, Sacerdotesse della Dea-Luna, mentre essi avevano per capi Re, adoratori di Zeus ed Apollo, che identificarono presto con le loro divinità.
Col tempo il Re-Sacro cominciò ad acquisire sempre maggiori poteri, giungendo perfino a sostituire la Regina in cerimonie rituali ed in alcune sue funzioni; in quelle occasioni indossava le vesti della Regina e i suoi ornamenti ed impugnava la “Falce Sacra” a forma di mezzaluna, simbolo della Dea-Luna.
Si spiegano così gli antichi bassorilievi che ritraggono il Re in abiti femminili.
Aumentando di prestigio e potere, il Re-Sacro si vide riconosciuto un periodo di regno superiore a 13 lune e precisamente un periodo di 100 lunazioni, pari a otto anni, alla fine dei quali, l’anno solare coincideva con l’anno lunare. Giunta quella data, però, il Re-Sacro doveva essere sacrificato. Qualcun altro, però, alla fine di ognuno degli otto anni all’interno delle 100 lunazioni, prendeva il suo posto nel sacrificio rituale: l’INTERREX, ossia il Sostituto. Di solito era un fanciullo nobile o addirittura figlio dello stesso Re; in seguito fu sostituito da un schiavo od ostaggio e infine da un animale, di preferenza un capretto.
Al tramonto del giorno in cui si celebrava il sacrificio, il Vecchio-Re fingeva di morire e si faceva interrare in un’urna e l’Interrex prendeva il suo posto. Per un giorno intero, questi ne assumeva tutte le cariche, giungendo prerfino sposare la Regina. Al tramonto del giorno successivo, però, egli veniva ucciso e il Vecchio-Re “sorgeva” dalla tomba, saliva sul cocchio accanto alla Regina e iniziava un nuovo regno di un anno accanto a lei, fino all’anno seguente in cui si ripeteva il rituale. Il cocchio dell’infelice fanciullo veniva distrutto e fatto a pezzi.

Spesso leggiamo di miti che parlano di amori tra Dei e Ninfe; molto probabilmente si tratta di riferimenti a matrimoni tra i principi conquistatori e le principesse o regine locali.
Era iniziato il Patriarcato e verso questi matrimoni dev’esserci stata ferrea opposizione da parte delle vecchie Regine; le principesse ereditarie, però, si mostrarono più benevoli verso i nuovi arrivati e li accettarono come “Figli della Dea-Luna”, prendendoli come Paredri o Re-Sacri.
Questi nuovi Re-Sacri, però, non erano per nulla disposti a sacrificarsi e si mostrarono assai restii a sottomettersi alla propria sorte. Si ritiene che a rifiutarsi di morire sia stato per primo Enopione, re di Iria, che per otto anni si fece sostituire da un sostituto e alla fine uccise il suo successore, evitando la morte.
La vittoria e la conquista da parte del popolo Acheo pose termine a questa barbiaria: la Doppia Ascia Sacra della Dea-Luna Artemide e della Dea-Terra Rea, divenne la Folgore-Sacra di Giove e di Poseidone che, successivamente si trasformò nel Tridente-Sacro, nelle mani del Dio del Mare.