DONNE nella Storia: Vizi e Virtù – La Maternità

Non esiste termine (né si potrebbe inventarlo) capace di esprimere la grandiosità e l’unicità del legame madre-figlio. Per questo citerò due soli nomi: la più amata e la più esecrata delle madri: Cornelia e Procne.
CORNELIA

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Figlia minore di Scipione l’Africano, Cornelia andò sposa, intorno al 175 a.C. a Sempronio Gracco; questa donna, ancora oggi, è assunta a simbolo dell’orgoglio materno.
Donna colta e di forte carattere, scrisse Lettere e Consigli rivolti ai numerosi figli; dodici, per la precisione, di cui, però, sopravvissero solo tre: Sempronia e i due famosi Gracchi, Tiberio e Caio.
Dopo la morte del marito, la matrona si dedicò completamente alla cura dei figli, rifiutando perfino di sposare il faraone Tolomeo VIII e la possibilità di diventare Regina d’Egitto. (nella foto)
Si racconta che ad un’amica che mostrava con orgoglio i propri gioielli, Cornelia abbia risposto:
“Haec urnamenta mea!”, indicando i figli, Caio e Tiberio, che stavano giocando in un angolo del giardino.
Da sempre Cornelia è considerata la madre ideale non solo per le sue virtù, ma anche per il carattere sobrio ed austero che la contraddistingueva.

PROCNE

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Procne era figlia di Pandione, re di Atene, e moglie di Tereo, re di Tracia. Sventura volle che Tereo si innamorasse di Filamela, sorella di Procne, lasciandosi ammaliare dal suo canto.
Per averla, Tereo ricorse all’inganno: segregò la moglie, facendola credere morta e chiese in moglie la di lei sorella, Filamela.
Saputa la notizia, Procne minacciò di avvertire padre e sorella dell’inganno; Tereo, per impedirglielo, le fece mozzare la lingua e la nascose nel quartiere degli schiavi, sotto sorvglianza di fedelissimi.
Procne, però, riuscì lo stesso ad avvertire la sorella, nascondendo un messaggio nel manto nuziale il che le schiave stavano ricamando per la sposa.
Quando il messaggio arrivò a Filomele, questa si precipitò immediatamente in soccorso della sorella e il suo pianto di gioia fu un canto meraviglioso; Procne, invece, sembrava presa da irresistibile smania, ma non riusciva ad emettere suono.
Finalmente ricongiunte, le due donne pensarono subito al modo di vendicarsi del fedifrago marito e lo fecero nel modo più atroce: uccisero Iti, il figlioletto che Procne aveva avuto da Tereo e ne fecero mangiare le carni al padre.
Quando Tereo si rese conto dell’orrido pasto consumato, le uccise entrambe.
Gli Dei, dice la leggenda, trasformarono i tre in altrettanti uccelli: Filamela fu un unignolo, Procne una rondine e Tereo un corvo.
Naturalmente si tratta di allegorie, ma in qualche modo, gli Antichi sentivano la necessità di farsi una ragione dell’esistenza del male!

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4 thoughts on “DONNE nella Storia: Vizi e Virtù – La Maternità

      • Cara Maria, ieri sera ti ho scritto tutta presa dai racconti che amo di più perché parlano di storia antica, mi sono dimenticata di dirti che mi piacciono molto e che li leggo sempre volentieri. Non so se sei d’accordo, ma spesso tali racconti (non intendo questo in particolare) contengono molta verità; basta pensare alla guerra di Troia che pare sia realmente avvenuta così come è stata raccontata da Omero, rapimento di Elena incluso. Tutto ciò è affascinante, perciò grazie per gli argomenti che tratti in maniera impeccabile. Ciao e a presto
        Simonetta

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  1. ciao, Simonetta… sei davvero molto gentile. Anche io amo la storia antica, i tanti misteri, le scoperte… il mio primo amore é stato l’Antico Egitto e precisamente la figura di Huthsepsuth, la Regina-Faraone, poi sono passata alla Grecia Antic ed a Roma Antica… ho scritto diversi libri con contenuto storico o storico-fantasy (soprattutto libri didattici)… quando incontro qualcuno con la mia stessa passione ne sono davvero felice… anche i tuoi scritti sono avvincenti… gli episodi sulla Guerra Mondiale, intendo… a risentirci presto, Maria.

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